Dall'Italia con amore (Sebastian Faulks)

Mai chiamare una ragazza Pussy Galore

Articolo pubblicato su Quarterdeck

MANTOVA - 6 settembre 2008

Il Festival della Letteratura di Mantova ha celebrato il centenario della nascita di Ian Fleming dando la possibilità a Sebastian Faulks di presentare la sua opera al pubblico.
L'evento si è tenuto il 6 settembre nel Cortile della Cavallerizza di Palazzo Ducale, difficilmente raggiungibile a causa della scarsa segnaletica: problematica su cui gli organizzatori del Festival (ottimo per altri versi) dovranno lavorare nelle prossime edizioni. Sotto il tendone, in una torrida giornata di fine estate, siamo accorsi veramente in tanti per questo autore che nel mondo anglosassone e francese è più conosciuto che in Italia.
Sebastian Faulks è nato nel 1953 a Newbury e, come Ian Fleming, ha iniziato la sua carriera letteraria nel giornalismo: Daily Telegraph, Sunday Mirror e, in qualità di redattore letterario, l'Indipendent. Nel 1984 è uscito il suo romanzo d'esordio: A Trick of the Light. Il successo mondiale è arrivato grazie a tre romanzi storici (la trilogia francese): Il canto del cielo (1996), La ragazza del Lion d'Or (1996) e La guerra di Charlotte (1998) editi in Italia da Tropea. Nel 2007 la famiglia Fleming ha affidato a lui il compito di scrivere il romanzo del centenario: Non c'è tempo per morire (2008, titolo originale Devil May Care), edito in Italia da Piemme. Di seguito è riportata la cronaca del dibattito al Festival della Letteratura, in cui l'autore ha colloquiato con il pubblico e con Peter Florence, presentatore dell'evento.

Allora Sebastian, perché ti faresti un Martini shakerato e non mescolato?
Buongiorno, sono Salman Rushdie. ma, per questo libro, sono Ian Fleming (in italiano, poi proseguirà in inglese NdA).
Mi piace prendere in giro ed imitare altre persone, in particolare gli scrittori. Partecipo da anni ad una trasmissione radiofonica (The Write Stuff della BBC4, NdA): un quiz letterario con molte domande sui libri. Al termine si realizza una parodia letteraria. Nella prossima puntata dovrò inventare la fine di Guerra e Pace come se fossi Raymond Chandler. Una settimana dovevamo parodiare Ian Fleming e descrivere James Bond che andava a fare la spesa. Io scrissi che si calava dai cornicioni e, passando attraverso il condotto della ventilazione, raggiungeva la sala della lavanderia del supermercato. Da lì si muniva del suo carrello equipaggiato con tre freccette avvelenate con le quali uccideva quelle antipaticissime persone che stanno in fila prima di te. Non penso che la famiglia Fleming sapesse di questa parodia, quando mi ha scelto per il romanzo del centenario.
Per me è stata un'occasione di divertimento: solitamente scrivo libri molto seri. Scrivo di cosa passa per la mente delle persone attraverso lutti, amori e guerre. Infine, per rispondere alla tua domanda, preferisco il Martini liscio, senza ghiaccio.

È chiaro che non hai scritto Devil May Care per denaro in quanto eri già famoso. Perché hai accettato?
Soldi! (attende, divertito, la fine delle risate del pubblico, NdA)
Penso che molte persone che, come me, impiegano tre anni ed anche di più a scrivere libri seri, desidererebbero ogni tanto provare qualcosa di diverso. James Bond è il personaggio più famoso della letteratura dell'ultimo secolo, eccezion fatta per Sherlock Holmes. È come se la Ferrari venisse a chiederti: "Perché non provi a progettarne una nuova". Tu sai già che avrai tra le mani una potenza incredibile. Potrai fare qualche miglioria, aggiungere un iPod, cambiare leggermente il disegno dei fari ma sai che sarà potente, che andrà benissimo.